Marie Curie illiustrationMaria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie, è una delle scienziate più celebri del mondo. È stata una studiosa straordinaria, caparbia e tenace. Le sue intuizioni le hanno permesso di compiere grandi scoperte con pochissimi mezzi. Marie Curie è stata anche la prima persona ad aver vinto due premi Nobel in due diversi ambiti scientifici (Nobel per la fisica nel 1903 e Nobel per la chimica nel 1911).

Marie Curie è la prima delle 15 donne nella scienza delle quali racconterò nei prossimi mesi. Qui sotto trovi la sua storia.

Marie nasce il 7 novembre del 1867 a Varsavia, in Polonia. È l’ultima di cinque figli, suo padre Władysław è un insegnante di matematica e fisica mentre sua madre Bronislawa – che morirà molto presto, nel 1879 – è una pianista, una cantante e un’insegnante. Marie è una bambina curiosa, ha un’ottima memoria e desidera imparare tante cose.

All’età di quattro anni sa già leggere. Ha imparato da sola, ascoltando la sorella più grande, Bronia.

Famiglia_di_Marie_CurieL’Università volante e il patto di sorellanza

Quando Marie è piccola la Polonia si trova sotto l’influenza dell’Impero russo. Per ordine dello zar Alessandro II (l’uomo con i baffoni qui sotto), l’insegnamento della storia, della cultura e della lingua polacca è vietato. Come gesto di ribellione nasce l’Università volante, un’associazione segreta che diffonde la cultura al di fuori della della censura zarista. Marie e la sua famiglia ne fanno parte. In questi anni Marie impara ad essere orgogliosa delle proprie radici, e comprende l’importanza dello studio come strumento di emancipazione dal potere.

Marie e lo Zar

Nella Polonia occupata dai russi alle donne è vietato frequentare l’università. Ma Marie ha sete di conoscenza. Così, sostenuta dal padre, assieme a Bronia, decide di proseguire gli studi. L’unica soluzione possibile è quella di recarsi all’estero e la meta ideale è la Sorbona di Parigi. Ma l’università è molto costosa e la famiglia di Marie non è ricca. Per pagarsi gli studi e non pesare troppo sul bilancio familiare, Marie e Bronia iniziano a dare lezioni agli studenti di Varsavia, ma non è sufficiente. Così decidono di stringere un patto: la prima ad andare a Parigi sarà Bronia mentre Marie lavorerà come istitutrice per pagarle gli studi. Una volta laureata e sistemata, Marie raggiungerà la sorella a Parigi per intraprendere il suo percorso accademico.

I primi esperimenti

Mentre la sorella si trova a Parigi, Marie ha modo di lavorare ai primi esperimenti  grazie ad un laboratorio clandestino camuffato in Museo dell’industria e dell’Artigianato gestito da un suo cugino (l’insegnamento delle scienze era proibito dai russi).

Qui Marie impara il metodo di lavoro sperimentale, capisce l’importanza della costanza e della perseveranza. E dell‘imparare dai propri errori:

Di tanto in tanto un piccolo successo veniva a incoraggiarmi, altre volte piombavo nella disperazione per colpa di accidenti o di insuccessi dovuti alla mia inesperienza. Nell’insieme, mentre apprendevo a mie spese, che il successo, in questo genere di cose, non è né rapido né agevole, nel corso di questi primi tentativi ho sviluppato la mia passione per la ricerca sperimentale.

Finalmente a Parigi

Il 1891 è l’anno in cui finalmente Marie può trasferirsi a Parigi per intraprendere il suo percorso accademico. In Francia alle donne è permesso di studiare, ma sono poche le ragazze che intraprendono il percorso universitario. Le studentesse che si iscrivono alla Sorbona nello stesso anno di Marie Curie, nel 1891, sono 210. Gli studenti maschi sono circa 9000.

All’inizio Marie va a vivere con la sorella e il cognato, in una zona popolare a un’ora di tram dalla Sorbona. Ma appena può si trasferisce più vicino, nel Quartiere Latino, a pochi minuti dall’università. Nonostante la difficoltà di imparare una nuova lingua e le ristrettezze economiche, Marie si laurea in scienze nel 1893, è la prima del suo corso. Ma questo non le basta: infatti decide di prendere una seconda licenza, questa volta in matematica.Finalmente-Parigi-Marie-Curie

L’incontro con Pierre Curie e l’importanza del lavoro di squadra

L’incontro del 1894 con Pierre Curie cambierà per sempre la vita di Marie.

Hanno caratteri molto diversi ma si compensano a vicenda. Marie è seria e metodica, mentre Pierre è sognatore e cauto. In lui Marie trova un compagno sempre pronto a sostenerla e a spronarla, con cui condividere dubbi, speranze e sogni. Pierre è il suo compagno nella vita, ma è soprattutto il suo partner nel lavoro e nello studio.

Marie si laurea in matematica nel 1894. L’anno successivo i due si sposano e partono per un viaggio di nozze in Bretagna in sella alle loro biciclette.

La loro prima figlia Irène, nasce nel 1897. Nello stesso anno i due coniugi decidono di iniziare un nuovo studio. Si tratta dei “raggi uranici” scoperti dal fisico francesce Henri Becquerel. L’oggetto di studio è un minerale detto uranite che emette spontaneamente una radiazione, i “raggi uranici” appunto, che in seguito Marie e Pierre battezzeranno col nome di radioattività. Le indagini dei tre studiosi serviranno ad approfondire la conoscenza dell’atomo, rispondendo alla sempiterna domanda: di che cosa è fatta la materia?

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La scoperta del polonio e del radio

Studiando la radioattività di diversi minerali come la pechblenda (il nome tedesco dell’uranite) Marie si accorge che la corrente rilevata è maggiore rispetto a quella prevista se all’interno del minerale dovesse esserci solo uranio. Intuisce che all’interno della pechblenda deve esserci qualcos’altro, un elemento fino ad allora sconosciuto. Marie ancora non lo sa, ma ha appena scoperto l’esistenza del polonio (così battezzato in onore del paese suo paese di origine). Qualche mese più tardi, lavorando in maniera sempre più raffinata sulla pechblenda, Marie e Pierre riescono a isolare un altro elemento: il radio. Per isolare i due elementi e procedere alla determinazione del loro peso atomico sono necessarie tonnellate di scorie di pechblenda. È un lavoro estenuante, ma Marie non si fa abbattere e lavora senza sosta.

Lo studio del radio e del polonio saranno il centro delle ricerche scientifiche di Marie Curie. I sali di radio puri sono incolori, ma le loro radiazioni colorano le provette di una tinta azzurrina. Le radiazioni provocano una luminosità visibile al buio. Quando Marie e Pierre scoprirono questa manifestazione luminosa ne furono felici. Non immaginavano quanto fosse dannoso esporsi alle radiazioni. Sono passati 83 anni dalla morte di Marie, eppure i suoi appunti sono ancora radioattivi.

La scoperta del radio ha effetti anche sulla medicina. Il radio infatti distrugge le cellule malate nel cancro della pelle: quando l’epidermide distrutta dalla sua azione si riforma, è sana. Tuttavia il contatto diretto della pelle col radio la fa bruciare.

Marie intuisce le potenzialità del radio in medicina. Durante i combattimenti al fronte nella prima guerra mondiale, organizza una sorta di squadra di soccorso, attrezzando dei camion e utilizzando delle rudimentali radiografie per curare i feriti (WOW!).

La scienza deve essere per tutti

Marie decide di non depositare il brevetto internazionale per il processo di isolamento del radio, lasciandolo libero affinché tutta la comunità scientifica possa effettuare ricerche senza ostacoli.

La seconda figlia di Marie e Pierre nasce nel 1904 e le viene dato il nome di Ève. Purtroppo Pierre muore in un incidente due anni dopo, investito da una carrozza. Questi anni sono molto duri per Marie e le sue bambine. Ma dopo molte difficoltà e resistenze Marie riesce ad ottenere la cattedra di fisica generale appartenuta precedentemente al marito. È la prima donna ad insegnare alla Sorbona.

Marie Curie: la prima donna a ricevere il Nobel

Assieme al marito Pierre e ad Henri Becquerel, Marie Curie riceve – prima donna della storia – il premio Nobel per la fisica nel 1903 grazie alla ricerca sui fenomeni radioattivi. Molti non credevano che avesse contribuito attivamente alla scoperta, ritenendola semplicemente l’assistente del marito. Ma Pierre insiste: il premio e il riconoscimento devono essere dati anche a Marie.

Durante la premiazione Pierre pronuncia queste parole:

Si può ritenere che, in mani criminali, il radio possa diventare molto pericoloso; ci si può chiedere se l’umanità saprà trarre vantaggi dalla conoscenza dei segreti della Natura, se è matura per approfittarne o se questa conoscenza potrà invece essere nociva.

Sottolineando come non siano tanto le scoperte scientifiche ad essere pericolose, ma l’uso che gli uomini ne fanno.

Otto anni dopo, nel 1911, a Marie viene consegnato un altro premio Nobel, questa volta per la chimica, grazie alla scoperta del radio e del polonio.

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Il Nobel in famiglia: Irène Curie e Frédéric Joliot

Irène seguirà ben presto le orme della madre collaborando con lei fin dal 1914 durante la prima guerra mondiale. Irène in seguito lavorerà all’istituto del Radio fondato da Marie. Nel 1934 Irène assieme al marito Frédéric Joliot vincerà il Nobel per la fisica, grazie allo studio sugli isotopi radioattivi e alla scoperta della radioattività artificiale. La sorella Ève invece si dedicherà alla scrittura, pubblicando nel 1937 la prima biografia della madre.

Una vita per la scienza

Un post in un blog non basta certo a descrivere una vita in tutte le sue sfumature. Ci sarebbe ancora tanto da dire sull’amore di Marie per suo padre e il suo paese natale, del dolore per la malattia della madre, del rapporto con i fratelli o delle difficoltà incontrate in Francia, nell’ambiente accademico e lavorativo. Spero che dal racconto emerga il desiderio di Marie di lasciare il segno, e fare qualcosa di buono della propria vita. La tenacia con cui ha affrontato l’espatrio, lo studio e la vita dopo Pierre. La fiducia che riponeva sempre nel proprio intuito. La sua storia è fonte di ispirazione anche per chi non ha aspirazioni scientifiche (sì, parlo per me! XD).

La vita non è facile per nessuno di noi. E allora? Noi dobbiamo perseverare e soprattutto avere fiducia in noi stessi. Dobbiamo credere che siamo portati per qualcosa e che questa cosa deve essere raggiunta. – Marie Curie

Per approfondire

  • Madame Curie: Indipendenza e modernità di Pier Luigi Gaspa. Un libro molto curato sulla storia di Marie, con qualche approfondimento sulla storia di altri scienziati.
  • Lezioni di Marie Curie. La fisica elementare per tutti appunti raccolti da Isabelle Chavannes ; prefazione di Calo Bernardini e Silvia Tamburini. Ok, fisica per tutti tutti, forse no. Però è un volume interessante per andare a sbirciare tra gli appunti, le lezioni e gli esperimenti che Marie proponeva alle sue figlie e ai figli degli amici.
  • Marie Curie. Una vita di Susan Quinn. Una biografia completa per sapere tutto, ma proprio tutto su Marie.
  • Marie Curie e i segreti atomici svelati di Luca Novelli. Un libro a fumetti davvero ben fatto, che spiega in maniera chiara e semplice le scoperte di Marie, il suo metodo di lavoro e come funziona la radioattività. Per chi è a digiuno di queste cose – come me – è perfetto!

Spero che questo racconto ti sia piaciuto, ci vediamo tra due settimane con la prossima Donna nella scienza.

Un abbraccio,

Irene